Martedì 17 Marzo
World Drug Report
Prevalenza annuale percentuale di utilizzo di droghe fra la popolazione (15-64 anni):
OPPIACEI
Italia 0.8
Paesi Bassi 0.3
COCAINA
Italia 2.1
Paesi Bassi 0.6
CANNABIS
Italia 11.2
Jamaica 10.70
Paesi Bassi 5.4
AMFETAMINE
Italia 0.4
Paesi Bassi 0.3
ECSTASY
Paesi Bassi 1.2
Italia 0.4
Fonte: http://www.unodc.org/unodc/en/data-and-analysis/WDR-2008.html
GATTO CILIEGIA CONTRO IL GRANDE FREDDO - DISCONOIR [2008, 42 rcs]
Un disco che non mi aspettavo assolutamente, dopo quella schifezza (almeno per il sottoscritto, e non ho problemi certo nel dirlo) che era stato "Cuore" con il contributo di Robertina e di tutta la banda di maledetti di Casasonica.
Pensavo che i nostri si fossero ormai irrimediabilmente smarriti, e invece nei primi mesi del 2008 escono fuori con questo bel dischetto, il quinto della loro 'carriera' se si esclude il già citato obbrobrio che nel loro sito (http://www.gattociliegia.it) compare tra i progetti speciali. Gatto ciliegia e 'Disconoir' dunque; un disco notturno, fumoso, incredibilmente denso e raffinato, elegantissimo nella forma, nello stile e nei contenuti.
Bellissima e preziosa l'apertura affidata a "Quando eravamo re", elettrica e suadente, cosa che salta all'occhio specie se paragonato ai Gatto Ciliegia dei primi album; si continua poi con 'Niente baci alla francese' che spiazza un po' nelle prime battute (sarò paranoico io ma mi sembrava di sentire l'inizio di qualcosa pericolosamente viziato da...sempre loro............Casacci&soci) per poi riprendersi egreggiamente da metà brano in poi con delle chitarre da brividi e una melodia che ci porta tutti a fluttuare nello spazio, una melodia degna del miglior Mogwai dei tempi che furono; uno degli episodi migliori.
L'album si mantiene su livelli qualitativi eccezionali per tutta la sua durata, senza mai annoiare o calare di intensità (è il caso della bella Doctor Killdare). Le belle sorprese arrivano poi con le collaborazioni, come ad esempio per 'Stella che non dimentica' con Moltheni, episodio delicatissimo e soave dove le chitarre si sposano magnificamente con le linee melodiche della voce (ed è la voce qui a dare quel 'qualcosa' in più), e dove la canzone assume una forma più standard e canonica (più pop e meno progressiva?) senza che questo sia assolutamente un difetto; situazione che si ripete anche nel caso di 'Stella che non ricorda niente' con la collaborazione dei Velvet, forse il pezzo più rock dell'intero album e che a tratti, specie per gli effetti della voce e gli arrangiamenti, mi ricorda le ultime cose dei Subsonica, ma che non dispiace per un ritornello efficace e per delle chitarre che riescono a trovare il loro spazio anche fra i muri di groove.
Un bellissimo disco (come tutti quelli che finiscono fra queste pagine), stra consigliatissimo per i vostri viaggi in notturna. Provare per credere.
- blog di davidian
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