Chi sono
Un dj dentro ad una stanza, 4 metri per 4, piantata al centro dell’inferno, pareti bianche e fredde e umide e spoglie, illuminazione artificiale pallida, nessun pubblico. Appiccico musica sopra ai momenti, ai pensieri, alle immagini del mondo di su, il vostro mondo, che a volte spio da un piccolo buco nel soffitto.
Appiccico musica sopra ai momenti, ai sussurri, alle piccole storie che colano attraverso il buco sul soffitto, colano piano come immagini di un video allo stato liquido. Ci appiccico soltanto i suoni, i suoni degli altri, come un bravo dj, dalla sua stanza al centro dell’inferno.
Ad un dj che vive segregato in una piccola stanza al centro dell’inferno non interessa granché fare recensioni tecniche e dettagliate di una singola canzone, o di un album. Il mondo di su è pieno di persone che già lo fanno con maestria e spettacolare senso critico. Ad un dj che vive segregato al centro dell’inferno basta solamente fare la sua compilation di brani, di umori, di sensazioni; qualcosa che serva ad accompagnare lo scorrere dal sole da quando sorge a quando muore.
Non si tratta tanto di note, quanto di sensazioni. Scrollarsi di dosso, per quanto possibile, riferimenti tecnici più o meno arditi ed azzardati e limitarsi a collocare un disco nel suo ‘scafale emotivo’, in modo che rimanga li, a disposizione, per quando ne si ha bisogno.
Senza pretese.
