THE BRIAN JONESTOWN MASSACRE - MY BLOODY UNDERGROUND
THE BRIAN JONESTOWN MASSACRE - MY BLOODY UNDERGROUND [A - 2008]
Sarebbe potuto essere un album caldo e psichedelico, semplicemente caldo e psichedelico. Chitarre acide e sbilenche come un mantra recitato all'infinito da un ubriaco, una voce stanca che si trascina tra melodie confuse, un bellissimo lamento, un viaggio senza fine pregno di rumorismo (è il caso di "who cares why") che nella sua ostinazione risulta aggressivo e violento, ma sempre con classe e, non è assolutamente una contraddizione, con delicatezza. Assalti lisergici che si alternano con tenere ballate dal cuore buono, figlie dell'indie rock più ispirato di scuola americana. Quello che caratterizza i T.B.J.M a questo giro è senza dubbio la dose massiccia di psichedelia a bassa fedeltà che inzuppa ogni singola composizione (l'intimità allucinata di "ljosmyndir" è l'esempio più lampante). Sarebbe potuto finire tutto semplicemente qui, come scritto all'inizio, se non fosse per la splendida "we are the niggers of the world", 5 minuti di pianoforte che è inutile descrivere a parole e che riesce da sola a stravolgere tutto il senso dell'album con la sua straripante tragicità. Una perla in mezzo alla lava incandescente.
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