26 Gennaio 2009
"Le stratificazioni fossili ci mostrano che la natura cominciò con forme rudimentali e si elevò verso quelle più complesse con una velocità rapportata alla capacità della terra di costituirsi la loro dimora, e ci mostrano che le forme più basse periscono non appena quelle più elevate compaiono.
Assai pochi appartenenti alla nostra stirpe possono dirsi uomini del tutto compiuti.
Ancora rechiamo, aderenti a noi, alcune rimanenze del precedente corpo quadrupede.
Chiamiamo uomini questi milioni di individui, ma essi non sono ancora uomini. Avvinto per metà alla terra, mentre scalpita per ottenere la libertà, l'uomo ha bisogno di tutta la musica che gli può essere recata per liberarlo."
Ralph Waldo Emerson - Condurre la vita
AUCAN - S\T [2008, Africantape-Ruminance-Goodfellas]
Iniziano piano, e quasi romantici, con una melodia semplice semplice che sembra uscita da un carillon.
E attorno a questa melodia i nostri giocano a spingersi, a strattonarsi e a rincorrersi, con più o meno enfasi, con più o meno furia. Una batteria isterica quanto chirurgica, due tastiere e tonnellate di chitarra per dare più corpo al tutto.
Un trio proveniente da Brescia, come si legge nel loro myspace (www.myspace.com/aucan) ed giusto è sottolineare il fatto. Perchè questi tre ragazzi non hanno proprio nulla da invidiare verso le proposte che arrivano da fuori confine.
Produzione eccellente, pulita, dinamica e brillante e una scrittura strabiliante e ispiratissima. Tempi sincopati e sprazzi di malinconia frullati ad altissima velocità (è il caso del pezzo di apertura 'Reset', forse una delle cose migliori nel disco, splendido biglietto da visita, oppure della quarta traccia, "urano"); parentesi di certo rock matematico, dissonanze assassine, una furia controllata che svanisce all'improvviso e si tuffa dentro melodie quasi post rock. Un bel disco, bello perchè sa stupire passaggio dopo passaggio.
Un bel disco perchè costruito con intelligenza e suonato con il cuore e il cervello. Un bel disco e basta che é più difficile da spiegare che da ascoltare. Una bellissima sorpresa.
"Come animali in un macello.
Tutti in fila sulle loro ciclette a bruciare calorie e a riempirsi la bocca di fonzies al formaggio e cazzate.
Goccia di sudore dopo goccia di sudore e il cervello è sempre più piccolo, sempre meno denso, giorno dopo giorno, così poco denso che scivola in basso verso la gola e si mischia agli ettolitri di coca cola e a fiumi di piscio giallognolo che sa più o meno di birra, fino a quando il cervello non arriva allo stomaco, ma fa così schifo che anche i succhi gastrici si rifiutano di digerirlo.
Così il cervello cade giù, ma è più un crollo che una caduta, cade giù\crolla giù in un requiem di merda liquida. Il loro povero cervello nel fondo del cesso, in mezzo all'acqua schifosa. Il loro cervello che sorride. Perchè finalmente si sente a casa."
RED WORMS FARM - CANE GORILLA SERPENTE [2007,Infecta]
A distanza di un anno non ho ancora capito se il disco mi piace. E presupponendo che il disco mi piaccia, (visto che ne sto 'scrivendo', qualcosa mi dovrà pure aver lasciato), non ho capito quanto mi piace. E, nel caso, perchè mi piace.
Provo a scoprirlo.
Suonare non suonano manco malaccio, questi Red Woms Farm. La tanta esperienza accumulata, sia dal vivo che in studio, (bello il loro precedente 'Amazing' del 2005) permette loro di realizzare un prodotto compattissimo ed estremamente preciso sia per quanto riguarda la fase esecutiva sia, soprattutto, per quanto riguarda i risultati ottenuti nella produzione: davvero ben fatta e decisamente una spanna sopra a moltissime uscite nazionali, che del resto non sfigura manco con i suoni che vengono da 'fuori italia'.
I nostri, in fase di scrittura, curano tantissimo (e, occorre dirlo, in maniera sopraffina) l'aspetto dinamico e ritmico dei loro pezzi ( questa è una costante di tutto il lavoro): basso pulsante e batteria bella dritta che non sbaglia un colpo, chitarra che si appiccica alla sezione ritmica per non mollarla più sino alla fine del disco, un riffing secco e deciso che si concede, e questo per chi scrive è un peccato, poche concessioni 'melodiche' (e quando lo fa, fa davvero 'male: ascoltarsi la fine di 'Beastie' o lo splendido inizio di 'Help Me!). I pezzi sono decisamente freschi e vivaci; la voce, pur senza strafare, si amalgama bene con tutto il resto, alternandosi (troppo) spesso con i cori; tutto sembra scorrere più che bene per tutti i 25 minuti di durata.
Almeno è questo che mi è sembrato al primo ascolto. E pure al secondo ascolto.
Negli ascolti successivi, forse, e dico forse perchè potrebbe essere solo un problema mio, il disco non offre più così tanti spunti per farsi apprezzare come all'inizio. Forse una certa ripetitività negli arrangiamenti, forse la volontà di puntare, da parte del gruppo, più sull'efficacia e sull'immediatezza, piuttosto che sulla complessità e la ricerca delle soluzioni proposte; il fatto è che 'Cane Gorilla Serpente' è un disco che potremmo definire facilmente come 'divertentissimo', ma che in sostanza non aggiunge, come spesso si dice in sede di recensione, nulla di nuovo a quanto abbiamo già sentito altrove.
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